i racconti del montanaro di Pietro Baldresca
   
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UN ANGOLO DI PARADISO

di Gigliola Rizzi

 

La prima domenica di ottobre sono ritornata a Campodalbero in occasione della tradizionale festa che i pochi paesani rimasti organizzano puntualmente. Mi è piaciuto girare fra le bancarelle dei prodotti tipici come formaggi e miele; osservare incuriosita la " carbonara " (riedizione di un'attività una volta molto praticata dai Cimbri carbonai oltre che boscaioli, anzi di quell'epoca esistono ancora due " calcare " che producevano calce viva con i sassi dei luoghi vicini); infine ascoltare nella chiesetta le melodie d'un coro folcloristico e terminare il pomeriggio con una cena caratteristica.
L'atmosfera mi ricordava il sapore delle "sagre" vissute nella mia infanzia, ma lì era più raccolta e suggestiva perchè lo sguardo spaziava dalle montagne tuttora di smeraldo alle bacche scarlatte fra i rami di alcuni sorbi degli uccellatori, giolielli del posto. Campodalbero, fino ad una quindicina d'anni orsono,era quasi inesistente per me nata agli antipodi della provincia, un puntino sulle carte locali quando un giorno per amicizia cominciai a frequentare l'alta valle del Chiampo. E un mattino d'agosto scoprii il paesello incastonato come gemma nella natura selvaggia; mi folgorò la sua bucolica bellezza fatta di piccole e linde contrade immutate nel tempo.
Non posso esprimere le sensazioni provate quando a piedi raggiunsi il Parco Naturale Regionale della Lessinia ( lembo vicentino ) nel silenzio infinito dei boschi e inebriata dal profumo dei ciclamini sbocciati a profusione.
Poi apparve,solenne ma accogliente come un nido, il Rifugio gestito dagli amici Luisa e Lucio.
Intorno, a proteggerlo, il Gramolon e le rocce della Scagina, quindi la catena prosegue da una parte e dall'altra fra malghe e panorami mozzafiato. Il Rifugio è intitolato al giovane alpinista Bepi Bertagnoli scomparso il 7 aprile 1951 e la cui morte,che lo aveva colto in mezzo alla neve lì vicino,ispirò il meraviglioso canto " Signore delle cime " del Maestro Bepi De Marzi.
Ricordo sempre con emozione le notti trascorse lassù a contemplare le stelle, le ore a crogiolarmi sulla terrazza assolata che guarda le Lobbie di Campofontana (Vr),l a pace davanti alle fiamme del camino dopo una corsa a perdifiato sorpresa da un violento temporale... E che dire delle specialità gustate intorno alla tavola in compagnia di amanti della montagna?
Per me Campodalbero è tutto questo e ciò che non ho saputo esprimere, come spesso accade parlando d'incantevoli angoli arroccati sui monti.


di Gigliola Rizzi
(Altavilla Vicentina)

 

 



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