i racconti del montanaro di Pietro Baldresca
   
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Omaggio alla Montagna

Omaggio alla Montagna

di graziano grazzini

Le brune alte del mattino mi osservano salire con fatica il pendio erboso e umido di rugiada, verso la sommità della Divina Montagna, il silenzio mi avvolge in un soffice e morbido velo, a momenti interrotto dal soffio leggero del vento, ma subito si allontana penetrando nei canali e gole nascoste, quasi a scusarsi per aver interrotto il magico silenzio che solo la montagna, con la sua regale esistenza riesce a trasmettere un linguaggio severo, ma carico di tanta serenità, pace, tranquillità, armonia, donando con la forza possente della natura la sua celestiale bellezza ai miei occhi, che non si saziano mai di ammirare.
Dalla frastagliata cresta sorgono i primi raggi di sole, indorano il pendio trasformando le gocce di rugiada sull'erba in una miriade di scintillanti diamanti e le strisce d'acqua cadenti, in alto sulla roccia, sono splendide lame d'argento.
La natura si risveglia dal sonno della notte, il vapore acqueo, baciato dai raggi solari, si alza lentamente in un susseguirsi di colori arcobaleno, il silenzio è interrotto dal fischio della marmotta che avvista il volteggiare dell'aquila, un camoscio a distanza osserva il mio procedere, mentre lo stambecco, si staglia alto e imponente sopra una roccia nell'azzurro del celo e la Stella Alpina sorride al nuovo giorno.
Col mio lento incedere arrivo sulla rocciosa cresta sommitale della Montagna, pochi metri mi separano dall'agognata cima e già assaporo la bellezza del creato che mi circonda; un ultimo sforzo, sono in vetta e la fatica scompare, di fronte all'immensità e suggestività del panorama, mi ammalia talmente da scatenare in me forti emozioni e una potente attrattiva, nella realtà prodigiosamente espressiva e rivelatrice della Montagna vivente.

 

di Graziano Grazzini

 

 



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