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L'ACERO
di Gigliola Rizzi |

Rabbrividisce il giovane acero
percosso da stille gelate
oscillano inermi le foglie
vaghe monete di ruggine.
Si rovescia stremata qualcuna
ai piedi del tronco vacillante
poi un'altra, un'altra foglia ancora...
farfalle stanche di vivere.
E' fradicio ormai l'acero
derubato della sua fulva chioma:
domani indovinerņ un grottesco
attaccapanni senza ospiti nč abiti.
Ma non s'arrende l'albero, deciso
a incontrare le prossime stagioni
nell'abbraccio di corruschi cieli
nella morsa di fosche nubi
inchinandosi alla speranza dell'aurora,
sognando nell'ambiguitą del crepuscolo.
di Gigliola Rizzi
(Altavilla Vicentina)
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