i racconti del montanaro di Pietro Baldresca
   
Titoli Inseriti
Versione di STAMPA
 
 

 

UNA GIORNATA A FUNGHI CON UN AMICO

di mario berto

Mario BERTO montanaro e scrittore del Gruppo Amici della Montagna - Conselve (Padova)

Non vi dico che piacere andare per funghi. Di solito io vado sulle alpi, come i miei amici più saggi ma, Claudio, lui è innamorato degli Appennini. Mi dice che soltanto da quelle parti i porcini sono porcini, sono DOC. Che solo a Borgo Val di Taro, si trovano porcini che profumano da fungo. Già questa affermazione, la dice lunga sulla cultura micologia del mio amico: lui, ve lo garantisco, è veramente un esperto! Beh, diciamo che lo da a intendere.
"Dai, Mario Acc, (non ho mai capito perché al mio nome aggiunga quell'Acc), domani ti vengo a prendere alle cinque-e-mezza e andiamo a caccia sugli Appennini.
Porcinus Castaneus a palate! Vedrai che roba! Il Capo (s'intende Mario S.) creperà dall'invidia!"
"…Se sono stato ieri, su al Rifugio Padova, e non ho trovato niente! Claudio, facciamo il solito buco! Non ce ne sono funghi!"
"Sì, lo so che là non ci sono! Per forza, ha fatto freddo! Sugli Appennini è tutto altro clima! Te-ò digo mi, scoltame, che te te ciamarè contento! (Contento, non sarebbe un brutto nome, ma io un nome ce l'ho già, e bello mi pare. Perché dovrei cambiare nome, se ascolto lui? ….). …Stavolta tutto gratis, vieni via spesato, che tanto io ci vado lo stesso. Anche da solo!"
"Silvoni, l'hai avvertito?"
"Ancora no, ma adesso lo chiamo!"
"Occhei! Se non piove, vi vengo a fare compagnia."
Verso sera telefono al Capo (l'altro Mario, quello saggio), e mi dice che, per una storia di Filippini che si ritrova a pranzo l'indomani a casa sua e pare, in numero di 10(sempre così lui! E' uomo generoso!), non può proprio venire. Che noi andassimo pure e che sarà per la prossima volta. Sotto-sotto, esulto. Per una volta tanto, il Vice-capo (cioè il Mario, quello meno saggio, che sarei io), sarà capo! Gloria da poco direte voi, ma mettetevi nei miei panni: è una vita che aspetto la promozione a capo e, con la scusa che gli amici mi dicono che il titolo è a vita, già l'avrete capito, a meno che… Ma dai, lasciamolo vivere, che certe cose sono neanche da pensare.
Vado a letto, e trascorro la notte in ansia, (la gita, a me fa sempre quest'effetto, me lo fa dai tempi di Fra' Mario) cioè, mi causa un agitato dormiveglia che, di tanto in tanto, mi spinge a guardare la sveglia…. l'una…. le due….le tre-e-dieci…. le tre-e-quarantacinque…. Mi addormento della grossa.
"Mario! ….Mario, svegliati! …Sei sveglio? L'hai sentita la sveglia?" è mia moglie che, scocciata dal continuo infernale piii-piii-piii, della sveglia, finalmente s'è decisa di darmi una scrollata.
"Ah? …Cosa? …Che ci sono, i ladri in casa?"
"No! Ha suonato la sveglia! …Ma, non devi andare a funghi?"
"Porca miseria! …Già è vero!" mi metto seduto, mi strofino gli occhi, guardo la sveglia: le quattro e venti! Intanto mia moglie, certa di avermi svegliato, si rimette sotto le lenzuola e riprende uno strano concerto in do-minore, che non so come le riesca così bene, anche perché, non l'ho mai sentita cantare. Vi assicuro però che in russo canta molto bene.
Mi vesto, non mi lavo perché tanto non serve, faccio colazione, prendo la mia pasticca (dottoressa de la malora che me ne trova sempre una!), corro in bagno. Certo, bisogna correre in bagno alla mattina! …Già dai preti, mi dicevano che: cacatio matutina est sana medicina!
Fatte per bene (siòr laòro, dixe Claudio) le mie cose private, prendo lo zaino, il cesto, il marsupio, il telefonino, il coltello… mi dimentico qualcosa? …Gli scarponi, il cappello… che altro? Sicuro, il bastone! Guai se manca il bastone! E' come se non si andasse per funghi!
Tutto pronto!
E' arrivato Claudio. Corro fuori, caccio i cani. Quelli stramaledetti sono capaci di svegliarmi anche Beniamino, il mio vicino di casa. Bel tipo quello ma, quando dorme! L'ultima volta che è venuto a funghi, ha riempito il cesto di Amanite Muscarie, …cercava la droga, il signore!
"Ciao Claudio! Puntuale come sempre, eh!"
"Dai-dai, no go miga tempo da perdare mi! …Gheto tutto?" è la domanda di rito e, debbo dire, mi salva sempre.
"No, spetta! So sensa acqua!" corro in casa, prendo la bottiglia d'acqua ed il panino, (anche quello m'ero dimenticato), e via, in macchina verso l'autostrada.
E' ancora buio. Mentre si fila a centotrenta, controllo le targhe degli autotreni che sorpassiamo: …Romania, …Grecia, …Olanda, …Turchia, …oh, un milanese, …Bologna. Siamo arrivati a Bologna e prendiamo per Modena-Parma. Continuo il mio controllo di targhe.
Intanto anche Claudio si sveglia, mi parla, mi parla, non so di che parla ma, continua a parlarmi: Monte Rosa, ….Iscman, …Piramide Vincent.
"Seto che el Vecio jera drio dare forfait? El gavèa ciapà paura de on poca de nebbia! …Te vedessi dopo che spettacolo! …Insoma dai, che Dio ga voèsto che rivàssimo in sima. Che splendore!" Mi stava raccontando la sua ultima escursione sul Monte Rosa col Capo (el Vecio) e con un altro suo amico, il molto reverendo insegnante di Cristologia, del corso di Teologia, che lui sta frequentando, si dice, con molto profitto: ora crede più a Cristo che a Berlusconi.
"Porco Lusbrik, (che sia stato davvero un porco?) a momenti continuavo per Reggio Emilia!"
Prendiamo per Borgo Val di Taro, e poi su, per Ostia Parmense. Più su ancora, ancora, borghi dai nomi strani, dai nomi che, se qualcuno te li sente pronunciare, è facile che ti dica "ehi! non bestemmiare, per favore!" ecco, nomi così, persi in un bosco dell'appennino parmense.
Si gira per mezz'ora, …di qua, di là….
"Varda che boschi! Che meraviaglia! …Te vedarè, te vedarè che roba!"
"Attento al burrone!"
"Oce, la macchina! …el trattore! Porca miseria!" su ancora, e poi giù, a destra a manca,
"Che bosco! Mario Acc, visto dove ca te go portà? …E desso, dove lasso sta Corolla?"
"Te teà tachi al fiore!" gli rispondo io.
Si continua e si arriva dove la strada è interrotta, tagliata, attraversata da una specie di rete metallica. Non si può passare!
"Dove mettemo sto casso de macchina!" …Sta per fare retromarcia.
"No, Claudio! scoltame! Se in mezo a la strada ghe xe na rete, significa che nessun pol passare, se nessun pol passare, la to macchina pol stare parcheggià qua, davanti a la rete! Te pare? Fila il sillogismo? (lui, la silloge non sa neanche dove stia di casa! Diciamolo, il ragazzo ha fede!). Mi ascolta. Scendiamo dalla macchina, ci prepariamo, e via verso il bosco.
Arriviamo dove la strada è interrotta, scopriamo che non è una rete, ma un cancello…
"Claudio, penso sia meglio spostare la tua Corolla, perché, se la lasci là in mezzo, quando torniamo la troveremo sfiorita. Qui si passa! E' un passaggio in piena regola!"
"Tu prima, mi hai detto che può stare là (la forza del sillogismo o della fede?) e la Corolla sta là! Andiamo!"
Le ore passano, ci siamo divisi ma per fortuna, una volta tanto, ci incontriamo.
"Io niente! e tu?"
"Zero assoluto! Gnente, proprio gnente! Ghe xe fondo però, visto che roba?"
Non so cosa ci fosse da guardare, per me era un normalissimo e fottutissimo bosco senza funghi. Per la verità uno l'avevo trovato: una bella Mazza di Tamburo.
"Se no trovemo gnente, te regalo questa" gli faccio mostrandogli orgoglioso la Macro-lepiota-procera. Si mette a ridere, "è meglio tornare, dai andiamo alla macchina!" e, con gli occhi che divorano le foglie del sottobosco, per scoprire il Porcinus Castaneus, ci avviamo verso la macchina ma, lui, Claudio, mi sparisce. Mi guardo in giro, mi ritrovo solo sul luogo dell'appuntamento.
Aspetto venti minuti, Claudio non arriva, mi rimetto lo zaino in spalla e via sul sentiero di prima, speravo proprio di incontrarlo, perché, fin che aspettavo, giù, in fondo alla strada, avevo notato del movimento, e sentivo il rumore di un trattore che veniva avanti. Di strada c'era solo quella, logico che pensassi che quel trattore dovesse passare proprio dove stava ferma la Corolla. Comincio agitarmi…..
Di Claudio, nemmeno l'odore, (volevo dire a causa dei porcini trovati….). Torno sui miei passi. E che ti vedo?
Dai, provate un po’ a indovinare! Ma sì, proprio quello che vi siete immaginati! Tre energumeni: uno seduto sul trattore che pareva fulminarti; un altro a sinistra, che appena mi ha visto s'è fatto un sorriso beffardo; il terzo a destra con una sega da boscaiolo in mano. Io, là, davanti a loro…. Che scena ragazzi! Che figuraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Mi avvicino col più bel sorriso che mi potesse venire in una situazione tragicomica come quella. Mi guardano, mi fulminano… La battaglia delle occhiate si fa quasi violenta. Io mi arrendo ed abbasso lo sguardo. Mi viene da ridere.
"Dovete avere pazienza, sapete, io non ho le chiavi, e il mio amico s'è perso nel bosco." Gli sguardi che parevano dire - adesso te la facciamo pagare noi - si distendono. No, hanno capito…, tornano più minacciosi.
"Ho provato io a chiamarlo ma, il telefonino non mi segna campo. Non so proprio cosa farci, si dive solo aspettare che torni. …Ah, per mia esperienza e facile che torni verso mezzogiorno, …noi, si fa sempre così quando andiamo per funghi!" Pensavo che, forse, avrebbero deciso di fare dietro front e lasciarci in pace. Invece, no! Imperterriti i tre energumeni rimangono là ad aspettare. Io pure mi metto poco lontano dalla bella Corolla, nuova di stecca, a debita distanza da quei tre poveri diavoli, anche perché mi veniva da ridere, e non sarebbe stato bello in una situazione simile! Pensavo che …per l'inferno c'era sempre tempo, e quelli erano armati davvero, con tanto di sega!
Passata la prima ora, quello della sega, brontolando e imprecando, se ne va. E, meno male, ora non avevano armi ma, il trattore era sempre là. Li sento parlare di: "….carabinieri, ….la spostiamo col trattore…" e non fanno niente. Io, sempre a debita distanza con la testa che girava, ora verso di loro, ora verso la parte opposta, sperando che il Claudio si materializzasse. Niente!
Ad un certo punto, al vedere e pensare la situazione, di nuovo mi viene da scoppiare da ridere. Faccio in tempo a prendere il fazzoletto e fingo di soffiarmi il naso. Intanto sfogo la risata.
Sono quasi le undici. Ora c'è solo il trattore che, s'è spostato venti metri più indietro, ma sempre in mezzo alla strada.
Al nemico arrivano rinforzi: un secondo trattore. Il ragazzotto che lo guida, dà parola agli altri due, …ascolta, vedo che mi guarda e anche lui lascia il trattore in mezzo alla strada. Intanto si fuma una sigaretta.
"Ahi! Qui si mette proprio male!" penso e me ne sto lì ad attendere gli eventi. Ormai la frittata c'era tutta!
"Porca miseria! Quello è Claudio!" gli corro incontro. Nel frattempo avevo consumato il telefonino a forza di messaggi del tipo: "Claudio, torna subito, l'auto è in pericolo!" o "Claudio, ti stanno portando via la macchina, presto!"
…Porta sulle spalle un tronco d'albero, mi dice che è faggio, di quello buono anche. Per me un sospiro di sollievo: siamo armati anche noi, e a Claudio el fegato non manca!
"Presto c'è un trattore che vuol passare. E un altro in fondo di traverso la strada, …ci vogliono pestare e sono in tre. Questa volta uno di noi due le deve prendere!" e lui, per prima cosa, da buon pacifista, anche se berlusconiano, ti butta via il bel pezzo di legno, quello di buon faggio, che io già pensavo di mostrare a quei tre e dissuaderli dall'usarci violenza.
No, Claudio, butta via il pezzo di legno. A grandi passi si avvicina all'auto, apre, sale, fa retromarcia….
Saluta i tre diavoli che, non hanno nemmeno il tempo di fiatare, perché te li sta disarmando con:
"Mi sono perso, e quando ho visto la casa in fondo, sono subito tornato, mi dovete scusare! Ho sbagliato! Capita sbagliare, no?! …Vi pago il disturbo…" penso che stia per tirare fuori il portafoglio, invece estrae le chiavi, risale in macchina, mi dice di sbrigarmi e via verso l'altro trattore. Ci fermiamo ancora un attimo, ci prendiamo la nostra dose di parole ma, visto che esageravano nei tempi, io tento una ripresa:
"Non è vero che siete qui dalle otto e mezza, perché io alle nove…." non è il caso che continui, dalle facce minacciose, mi convinco che è meglio tacere.
"….E, non fatevi più vedere da queste parti!" Nel frattempo anche il secondo trattore si sposta e viaaaaaaaaa
…scampato pericolo!
"Eh casso! Te me ghe dito ti, de metterla là! Te-ò se che mi te scolto!"
"Sì, Claudio, ma mi te go anca dito de spostarla, dopo!"
"Eh, cossa sarà! …Però, gheto visto? Mi me so comportà mejo de ti!" Era vero, a dirla tutta, Claudio, senza perdere la calma, li aveva disarmati. Io invece, tentando di riportarli alla realtà dei fatti, li stavo per farli imbestialire, quei tre disgraziati che, poveracci, ormai s'erano persi la mattinata a non far niente.
"Sì, a momenti ti spostavano l'auto col trattore. Per fortuna c'ero io, là a guardarli, altrimenti chissà che t'avrebbero combinato quei tre!"
"A vojo anche vedare! …No ghe iera miga nessun cartèo scritto! I podeva anca mettarlo sti mona! Casso, ghe vol poco: LASCIAR LIBERO IL PASSAGGIO"
Ridendo fuor di misura, per la situazione paradossale brillantemente superata, abbiamo preso la via del ritorno.
"Casso, se torno! Ma, gheto visto che habitat! Qua, caro mio, co la prossima luna, funghi dapartutto! Porcinius Castaneus!"
"Cosa ghe dixemo al Capo?"
"Tanti funghi. Funghi par dispetto! …Pensa Mario, ghemo catà na massa da tamburo grande come na ombrea. Par portarla zo, ghemo dovesto fare a metà mi e Claudio! Pensa che mazza, Mario! Enorme, enorme!"
Il discorso dopo si fa serio, si parla di escatologia (no se parla de scatole, gnorranti!) se parla di resurrezione, di Ario, di Cristo consustanziale al Padre….
"E vai Claudio, sei forte!" …..mi addormento.
Mi sveglio all'uscita di Monselice. Penso e mi immagino ancora la scena del trattore, dei tre contadini, di Claudio e mi viene da ridere. A noi, sempre così quando andiamo per funghi e, se non ci capita qualcosa di strano, è come non ci fossimo stati. Tutto sommato, una gran bella giornata, trascorsa quasi, a cercar funghi sull'appennino ma, non funghi qualsiasi, il Porcinus Castaneus!

di
Mario Berto

Conselve, 26.08.2005

 

 



Elaborazione grafica 2005 - © by Pitbaldr - Altemontagne.it