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  © by Pietro Baldresca - Spinea (VE)
Amici della Montagna
Amici della Montagna
 
LA MONTAGNA DI IERI E DI OGGI
Percorsi per piccoli escursionisti
 
Racines - Val Ridanna - Mareta
Giro ad anello dalla Staudenbergtal (Valle degli arbusti) alla Lazzachertal (Valle di Lazzago)
 
Agosto 2009
Gaia Pignocchi, Bruno Bastianelli, Carlo Trovamala - Ancona
 

 
Naturalmente tutte le escursioni vanno svolte sempre nel pieno rispetto delle norme di sicurezza (condizione fisica, abbigliamento adeguato, viveri ed acqua, messa in sicurezza nei tratti più esposti, informazioni sull’agibilità e la durata del percorso e, fondamentale, sulle previsioni meteo).
 
 

 
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Montagna Ieri e Oggi
 

 
Altemontagne © 2013


 
Per me la montagna era sinonimo di Dolomiti, con le sue località rinomate, le vette e le vallate dai nomi familiari, poi ho avuto l’occasione di visitare la zona di Vipiteno e di Racines e ho scoperto luoghi idilliaci dai nomi meno noti, dove, però, si respira ancora l’atmosfera autentica della vera montagna, non ancora del tutto contaminata dall’eccessivo turismo di massa.

E’ una zona che va conosciuta passo dopo passo, addentrandosi in quella miriade di sentieri che conducono alle innumerevoli malghe disseminate tra i pascoli montani, dove è possibile rivivere ed assaporare ancora la vera essenza dei luoghi, dei sapori e delle persone che vi vivono. Unico problema, i nomi di quelle malghe e di quelle montagne, spesso impronunciabili e difficili da memorizzare per chi, come noi, non ha dimestichezza con il tedesco!

Oggi iniziamo proprio da una di queste, la Staudenbergalm (nell’IGM il toponimo è tradotto con Malga degli arbusti), a quota 2100 m, alla testata della Staudenbergtal (naturalmente Valle degli arbusti), una lunga e stretta valle laterale dell’alta Val Ridanna, che si raggiunge da Masseria, all’altezza dell’hotel Schneeberg, dove conviene parcheggiare l’auto (1380 m).

Da qui si prosegue a piedi lungo una stradina di montagna inizialmente asfaltata (che noi abbiamo imboccato proprio partendo dal laghetto dell’hotel) e che con pochi tornanti vi fa guadagnare subito quota fino alla piccola frazione Bergl, arroccata su un cucuzzolo tra chiesette di montagna, masi e silenzio.

Proseguendo ci si addentra nella Staudenbergtal, una valle idilliaca attraversata da un piccolo ruscello, tra verdi prati e aspre montagne, dove la natura è la vera protagonista.

Si avvista una prima malga, la Martalm (1735 m), dove è già possibile fare sosta. Per noi è ancora troppo presto per fermarci dal momento che oggi il programma escursionistico prevede di arrivare al termine della valle, dove sorge la seconda malga.

Continuiamo a salire incontrando solamente qualche raro mountainbiker e finalmente, dopo alcuni tornanti, avvistiamo la nostra meta, la Staudenbergalm, raggiungibile con un ultimo strappo, addossata alle montagne che chiudono ad anfiteatro questa isolata valletta, un vero nido d’aquila in un posto solitario e selvaggio.
 
Siamo soli, in pieno agosto, e mentre conversiamo con il gestore ci godiamo nella pace più assoluta il paesaggio aspro delle creste che ci circondano. Abbiamo di fronte montagne di roccia scura frastagliata ed incisa dall’acqua che scende in tanti rivoli lungo i pendii dove ancora si conservano lingue di neve bianca.

Il contrasto cromatico è molto bello e suggestivo e con questo panorama ci godiamo i piatti preparati per noi con i prodotti della malga, speck, uova, formaggio e il delizioso kaiserschmarren, la frittata dolce dell’imperatore, uno dei piatti preferiti da Francesco Giuseppe, in pratica una crepe cotta male dal cuoco regale, il quale per rimediare di averla bruciata e poi rotta, non potendola farcire, la spezzò completamente mettendo la marmellata ai lati del piatto e la coprì di zucchero per nascondere le bruciature. Una vera delizia...!

Rifocillati decidiamo di proseguire in direzione nord per completare il giro che ci porterà verso la Lazzachertal, la valle di Lazzago, parallela alla Staudenbergtal che abbiamo percorso all’andata.

Dalla malga seguiamo l’indicazione verso la Moarerbergalm (sentiero 30) che ci porta a superare la facile forcella Geigenscharte (forcella Violino) (2197 m), accompagnati per un tratto dai cavalli che pascolano in libertà oltre il recinto della malga, incuriositi dalla nostra presenza.

Lasciamo la valle per la quale siamo saliti e in breve arriviamo al valico tra le due vallate: qui si apre un altro magnifico panorama in direzione di alcune vette innevate che sono le propaggini meridionali del ghiacciaio dello Stubai.

Percorriamo in discesa un ripido pendio in direzione della Moarerbergalm (2114 m), conosciuta anche come Poschalm, in quanto sorge nei pressi dei ruderi della Poschhaus, la casa dove trovavano alloggio i minatori che per secoli hanno percorso sia in andata che al ritorno la lunga via che da Ridanna portava alla miniera di Monteneve, nella confinante Val Passiria, la miniera più alta d’Europa. La Poschhaus cadde in rovina dopo la chiusura, nel 1979, dell'attività mineraria che si era protratta per ben 800 anni.

Scesi alla Valle di Lazzago, senza raggiungere la malga, deviamo a destra per la lunga strada forestale (sentiero 28) che ci riporterà a Masseria, incontrando nella parte alta del percorso i resti degli impianti minerari di trasporto su rotaie del materiale, realizzati nel 1871 lungo tutta la valle.

Si entra quindi nel bosco e si arriva al ponte che attraversa il ruscello dove intercettiamo il sentiero parallelo a questo (n. 28A) che porta alla graziosa baita Stadlalm (1630 m) e dopo essere scesi per le ultime rampe e due ripidi tornanti, arriviamo al Museo delle Miniere e da qui a Masseria, un percorso abbastanza lungo ma estremamente facile, che vi porterà in un mondo ancora incontaminato tra natura e spunti di storia mineraria.
 
Andata: Partenza hotel Schneeberg Masseria (1380 m)
Arrivo: Staudenbergalm (2100 m)
Dislivello: 817 m.

Ritorno: Partenza Staudenbergalm (2100 m)
Massima quota: Forcella Geigenscharte (forcella Violino) (2197 m)
Arrivo: hotel Schneeberg Masseria (1380 m)
Dislivello: 817 m.


Lunghezza totale percorso: 14 km circa

Tempo di percorrenza: 5-6 ore ca.

Testo e immagini a cura di Gaia Pignocchi
 
 
 
Indirizzi di questo sito: www.altemontagne.it www.altemontagne.com www.altemontagne.net
   
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